Oct 3, 2010

Un sogno interrotto


Ieri, ammiravo la bellezza di una delle spiagge che, in Cile, si affacciano sull’oceano Pacifico.

Da un lato la città della Serena ricca di edifici che svettavano verso il cielo e che si estendevano lungo la costa così come sù per le alture alle spalle della città; dall’altra un’ atmosfera magica e quasi irreale infranta solo dal rumore delle onde del mare.

Osservavo le mie bambine correre libere e bagnarsi in quelle fredde acque mentre due cavalieri danvano sul bagnasciuga con i loro cavalli ed un meraviglioso stormo di uccelli si librava in volo.

Tentavo inutilmente di immaginare quando l’uomo avesse perso contatto con la natura; quella natura che gli aveva dato tante volte rifugio e sussistenza; quella natura che tutto gli aveva messo a disposizione.

D’improvviso, alle mie spalle, il fragore di un pickup 4x4 che irrompe sulla spiaggia ed inizia la sua corsa sul bagnasciuga spazza via ogni mia fantasia.

Mi domandavo cosa potesse correre nella mente di colui che guidava quel pickup. Mi domandavo se avrebbe asserito di essere amante di una natura che sentiva il bisogno di sentire sua.

Istintivamente mi voltavo verso la città e pensavo all’ingratitudine dell’essere umano che invitato a godere delle bellezze della natura ne ha in molti casi sdradicato l’essenza deturpandola e depredandola di ogni sua ricchezza.

Volgevo poi nuovamente lo sguardo verso quel palcoscenico che aveva riempito il mio cuore per qualche istante per scoprire le mie bambine uniche protagoniste della scena; lasciate sole e prive di una bellezza divenuta sempre più rara.

E' vero che ora ho altre due meravigliose creature a cui pensare ma, proprio per questo, ancor di più il mio cuore piange.

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