Oct 3, 2010

Un sogno interrotto


Ieri, ammiravo la bellezza di una delle spiagge che, in Cile, si affacciano sull’oceano Pacifico.

Da un lato la città della Serena ricca di edifici che svettavano verso il cielo e che si estendevano lungo la costa così come sù per le alture alle spalle della città; dall’altra un’ atmosfera magica e quasi irreale infranta solo dal rumore delle onde del mare.

Osservavo le mie bambine correre libere e bagnarsi in quelle fredde acque mentre due cavalieri danvano sul bagnasciuga con i loro cavalli ed un meraviglioso stormo di uccelli si librava in volo.

Tentavo inutilmente di immaginare quando l’uomo avesse perso contatto con la natura; quella natura che gli aveva dato tante volte rifugio e sussistenza; quella natura che tutto gli aveva messo a disposizione.

D’improvviso, alle mie spalle, il fragore di un pickup 4x4 che irrompe sulla spiaggia ed inizia la sua corsa sul bagnasciuga spazza via ogni mia fantasia.

Mi domandavo cosa potesse correre nella mente di colui che guidava quel pickup. Mi domandavo se avrebbe asserito di essere amante di una natura che sentiva il bisogno di sentire sua.

Istintivamente mi voltavo verso la città e pensavo all’ingratitudine dell’essere umano che invitato a godere delle bellezze della natura ne ha in molti casi sdradicato l’essenza deturpandola e depredandola di ogni sua ricchezza.

Volgevo poi nuovamente lo sguardo verso quel palcoscenico che aveva riempito il mio cuore per qualche istante per scoprire le mie bambine uniche protagoniste della scena; lasciate sole e prive di una bellezza divenuta sempre più rara.

E' vero che ora ho altre due meravigliose creature a cui pensare ma, proprio per questo, ancor di più il mio cuore piange.

Jan 2, 2010

L'ultimo saluto ad un piccolo grande uomo

Qualche giorno fà in assoluta sobrietà, modestia ed umanità, quindi nello stile che ne ha contaddistinto l'esistenza, abbiamo dato l’ultimo saluto ad un uomo che ha combattuto per una giustizia più equa ed umana.

Un uomo che non ha avuto paura di schierarsi contro l’arroganza del potere, piegarsi alla corruzione ed alle avvenenze del Dio denaro nè tantomeno annebbiare la sua mente con ambizioni di potere.

Un uomo che si è battuto per una giustizia migliore dove l’individuo avesse un valore aldilà del suo potere politico ed economico.

Un uomo che ha tentato con tutte le sue forze di contribuire al miglioramento della magistratura e di un’ ordinamento giuridico migliore.

Un uomo che ha messo a repentaglio la propria vita per combattere la mafia e liberare tutti noi dalle ingerenze che essa produce nella vita quotidiana di questa nazione.

Un uomo dello stato che da quest’ultimo è stato umiliato, perseguito e relegato in un angolo, svilendo il lavoro di anni.

Un uomo che, sebbene umiliato dalle ingiustizie della stessa giustizia da lui perorata, non ha mai smesso, da avvocato penalista, di lottare e difendere i diritti dell’uomo.

Un uomo, un magistrato, un uomo di cultura, un padre di famiglia, un amico, un riferimento del quale tutti coloro che hanno potuto sono onorati di averlo conosciuto.

Un uomo che merita di essere ricordato come membro di quel esercito di piccoli grandi uomini che hanno sacrificato parte della loro vita per il bene di tutti noi ed ai quali tutti noi non dovremmo mai smettere di dire ...grazie.

Ci ha lasciato Francesco Misiani (per gli amici Ciccio), magistrato, membro del Pool antimafia e magistratura democratica.

Con l'augurio che riposi in pace, a lui sento di dover dedicare questo bellissimo brano di Elton John (http://www.youtube.com/watch?v=mTa8U0Wa0q8&feature=related)


Grazie, Ciccio!